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INCURVAMENTI DEL PENE

Possiamo distinguere tra le forme congenite e le acquisite. Quanto alle congenite vengono erroneamente ritenute rare. In realtà i quadri di minore entità arrivano poco all’andrologo, altre volte il disturbo viene sottovalutato alla nascita, altre volte ancora è il pudore dell’adolescente che fa ritardare la diagnosi. Quanto alla terapia, nelle forme più manifeste o in quelle legate ad un difetto dell’uretra o al corpo spongioso si fa ricorso a quella chirurgica. Tra le forme acquisite, classica è la malattia di La Peyronie o Induratio Penis plastica, caratterizzata dalla formazione di una placca fibrosa nella tunica albuginea del pene la cui presenza porta ad una deformità dell’organo con possibile curvatura e/o retrazione più o meno elevata, con problemi non solo estetici ma anche funzionali.

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Le cause di tale alterazione non sono ancora del tutto chiare; sono state ipotizzate cause autoiimuni contro la stessa tunica albuginea, traumatismi con vasculite reattiva.

La malattia prese il nome da chi la descrisse per primo nel 1743. Quanto alla prevalenza i dati non sono univoci. Non è una malattia rarissima: in Italia è stata stimata attorno allo 0.6% fino ai 19 anni, con un 35,5% dai 50 ai 59 anni. In definitiva, la malattia è ritenuta una vera e propria sindrome in cui il sintomo principale è rappresentato da una placca fibro-calcifica in diversi stadi di evoluzione con meccanismi eziologici non del tutto chiariti.

La terapia medica, mancando di chiare basi eziopatogenetiche, è stata la più diversa ed è comunque indicata nella fase acuta della malattia purché non siano già presenti disturbi erettili. In altri casi vengono associate terapie fisiche, fino a quella chirurgica.

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